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Un
altro viaggio porta nella langa del Barbaresco e si conclude a Cortemilia;
tra i fiumi Tanaro e Bormida si attraversano
Treiso, Barbaresco, Neviglie e Neive,
ricca di chiese del Seicento e del Settecento.
Di qui verso Mango
si incontra la chiesa di Santa Maria del Piano del XII secolo.
Si giunge poi a Santo Stefano
Belbo, il paese di Cesare Pavese, dove si trova la millenaria
abbazia di San Gaudenzio, ora sede di un'azienda vinicola.
A metà tra le valli del Belbo e del Bormida c'é Castino;
a pochi chilometri ecco Cortemilia,
di origine romana, che fu feudo dei marchesi di Saluzzo; conserva
un gioiello romanico: la chiesa della Madonna della Pieve.
Cortemilia, capitale della nocciola "Tonda Gentile delle Langhe",
lo é anche della Valle Bormida.
Dalla torre di Perletto
alla parrocchiale di Saliceto,
uno dei più importanti monumenti rinascimentali del Piemonte,
é un susseguirsi di paesi adagiati sui fianchi della valle,
una delle più belle del Piemonte, dall'andamento sinuoso
impresso nei millenni dal corso del fiume.
Sulla sponda sinistra del Tanaro, nel cuore del Roero, Bra,
un tempo sede di un'attiva industria del cuoio, é oggi un
importante centro commerciale e agricolo, soprattutto nel settore
dell'ortofrutta. La città fu fondata attorno al Mille, fu
libero comune fino al 1224, passò poi sotto Asti, gli Angioini,
i Visconti, i francesi, gli Spagnoli e, dal Cinquecento, i Savoia.
Nacque a Bra San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) fondatore
del grande istituto assistenziale.
Piazza Caduti per la Libertà é il nucleo cittadino
fin dal XVII secolo: di forma irregolare e in pendenza, ha al centro
il monumento bronzeo al Cottolengo.
Città di chiese e di santi, Bra é anche ricca di tradizioni
fieramente laiche, e non é un caso che il simbolo urbano
sia, sul più alto dei colli che la circondano, la Zizzola,
un ex villino di piacere di gusto neoclassico.
Uscendo dalla città in direzione di Alba
si raggiunge il borgo di Pollenzo, il cui nucleo antico
é costituito dalla pianta ellittica del grande anfiteatro
della romana Pollentia, che decadde per le scorribande dei barbari;
qui i Romani guidati da Stilicone sconfissero i Goti di Alarico.
Sul versante opposto é una piacevole sorpresa la stradina
di 23 chilometri che porta a Canale, traversando il cuore del
Roero, terra aspra e incantevole.
Lungo questo tragitto il cultore di cose d'arte e l'appassionato
di archeologia non avranno modo di annoiarsi.
Tra i vigneti e le forme roerine si celano chicche sontuose.
Non é difficile ipotizzare, per questi luoghi segnati dalla
presenza di chiese, cappelle, piloni votivi, la preesistenza di
una sede di culto assai antica, legata alla necessità della
gente di trovar riparo nei posti alti.
Nel Roero ciò avviene per tutti i centri il cui odierno
territorio é attraversato dalle Rocche.
A Pocapaglia, poco a monte della frazione Macellai, sono
da ammirare i resti della cappella di San Giorgio (abside romanica
in mattoni) e, procedendo verso Monticello d'Alba, la cappella
romanica di San Ponzio, fatta ricca da affreschi del XII secolo.
A Piobesi l'orgoglio del borgo antico é rappresentato
dalla Pieve di San Pietro, cui fa da contraltare in quel di Monteu
Roero la Pieve di San Pietro di Novelle la quale, nonostante
alcuni rifacimenti di epoca recente, manifesta i tratti della
originaria bellezza.
Infine, giunti a Canale, capitale della pesca piemontese,
l'incontro suggestivo é dato dall'alto-medievale chiesina
di San Vittore, adornata di un magnifico bassorilievo ingemmato
nella lunetta del portale.
Abbiamo
sin qui detto degli edifici di culto; molto resta da dire dell'architettura
secolare che trova nei castelli roerini una delle sue più
alte e formidabili espressioni.
Uno per tutti, e ci affidiamo allo spirito del popolo del Roero
onde non essere trafitti dagli strali del campanilismo militante,
il maniero di Baldissero.
Circondata da un parco di misteri sulla collina, questa magica fortezza
che s'annuncia nelle notti di plenilunio come una fuga merlata di
inquieti presagi, ha legato la sua storia con le vicende dei principi
Colonna, in odor di incenso e poi scomunicati da papa Bonifacio
VIII.
Fu proprio in seguito alla scomunica che i Colonna, esiliati in
Avignone, sulla strada del ritorno incontrarono il destino del Roero,
insediandosi, sotto la protezione del potente vescovo d'Asti, nel
castello di Baldissero.
Poi ne successero delle belle, perché i Colonna, già
antipapisti, divennero pure antisavoia, alleandosi alla Francia
e ai marchesi di Saluzzo.
E' per questo, si racconta nel Roero, che intorno a Baldissero c'é
sempre stato odore di zolfo.
Cherasco
é l'ultimo incontro, ma sarà un amore a prima vista.
Lo fu anche per Napoleone, che ammirati i palazzi, il palazzo visconteo,
reso omaggio alle magnifiche chiese, ultimato il giro dei bastioni
che, partendo dall'arco di Belvedere, prosegue sulle fondamenta
delle mura cinquecentesche, decretò la cittadina "il più
bel lembo d'Italia".
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