|
|
Cortemilia,
con i suoi 2.600 abitanti, è il centro principale dell'Alta
Langa, terra di vini e tartufi,
funghi e nocciole.
L'operosità e l'ospitalità della sua gente, unite alle testimonianze
storico-artistiche ed alle salde tradizioni del luogo, elementi preziosi
dell'identità di queste colline, hanno saputo rendere varia
ed interessante l'offerta turistica.
Inoltre
l'indiscussa bellezza del paesaggio è capace di regalare
profonde suggestioni e suscitare emozioni estetiche difficilmente dimenticabili.
In questi anni la popolazione di Cortemilia ha profuso molte energie
per la salvaguardia ambientale della propria valle, attraversata dal
fiume
Bormida, ottenendo un sensibile miglioramento della qualità delle
acque dove sono tornati a vivere diverse specie di pesci e di uccelli
(aironi, gallinelle acquaiole e germani).
Secondo la tradizione popolare Cortemilia deve il suo nome alla "cohors"
del Console romano Emilio Scauro, che ebbe stanza nel territorio nel secondo
secolo A.C., ma l'origine più probabile dell'attuale toponimo è "Curtismilium" da "curtis", vasta proprietà agricola
autosufficente di epoca altomedievale.
Passata attraverso varie Signorie, dagli Aleramici ai Del Carretto, agli
Scarampi, agli Alfieri, Cortemilia ha mantenuto il suo importante ruolo
amministrativo e commerciale fino ai giorni nostri.
Del Castello, posto in posizione dominante e in gran parte distrutto
dagli Spagnoli nel 1635, rimangono un torrione all'estremità nord-ovest
della cinta muraria e una caratteristica torre circolare dalla quale
si
ha un'ottima veduta d'insieme del paese e dei suoi dintorni.
|