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- Le
Torri
Costruite
assai numerose dalle famiglie albesi nel XIV e XV secolo.
Erano il simbolo della nobiltà e la difesa della città.
Le poche rimaste caratterizzano il profilo della città; due sovrastano
la piazza del Duomo, altre le vie Cavour e Vernazza, in parte
furono demolite o crollarono nel Seicento e nel Settecento; diverse
ancora rintracciabili sono visibili all'esterno degli edifici in cui
furono incorporate.
- Palazzo
Comunale
La parte più antica risale alla fine del XIII secolo.
Alle pareti dell'ampio scalone d'accesso sono sistemati due gruppi di
affreschi provenienti dalla chiesa di S. Domenico.
Nel salone consiliare sono conservate la tavola del Macrino "La Vergine
icoronata", firmata e datata 1501, una grande pala d'altare attribuita
alla scuola del Macrino o a Gandolfino da Roberto, la tela del "Piccolo
Concerto" di Mattia Preti (1613-1699), opera giovanile di scuola
caravaggesca del 1631.
Nell'archivio è custodito il Libro della Catena, codice con gli
statuti medievali del 1466.
Interessante la Sala della Resistenza, con foto e documenti della lotta
di Liberazione.
- Cattedrale
di San Lorenzo
Già documentata nel XII secolo, di stile romanico, venne radicalmente
ricostruita, nel 1484, dal Vescovo Andrea Novelli in stile gotico-lombardo;
nuovamente restaurata nel 1652 dal vescovo Brizio, fu ancora modificata
tra il 1868 e il 1878, su progetto di Edoardo Arborio Mella.
Notevole
il Coro del Cinquecento con 35 scanni intarsiati, opera di Bernardino
Fossati, detto Cidonio.
Scenografici i quattro grandi chiaroscuri di Luigi Hartmann alle pareti
dell'abside (1871), la pala di Giulio Campi nell'aula capitolare (1566)
e l'altorilievo della Madonna, opera di G.L. Sormani (1507), conservato
nella sacrestia.
- San
Domenico
- In stile
gotico rimitivo, risale alla seconda metà del XIII secolo.
La facciata è caratterizzata da quattro contrafforti, da una
cornice che corona la sommità dei muri e da un elegante portale
con colonnine in arenaria e mattoni; suggestivi l'abside poligonale
e il basso campanile.
L'interno è a pianta basilicale a tre navate.
Recenti restauri, curati dalla Famija Albeisa, hanno portato al rifacimento
del pavimento, riportato al livello primitivo, al recupero di numerosi
affreschi coperti nel periodo barocco quando furono anche aperte cappelle
laterali che ne compromisero in parte la stabilità.
- Chiesa
di S. Govanni Battista
- Concessa
in uso nel 1566 ai padri Agostiniani, subì, nel 1894, un radicale
restauro in cui fu realizzato l'attuale soffitto a cassettoni.
Conserva all'interno pregevoli opere pittoriche; nella prima cappella
a sinistra è la tavola di Barnaba da Modena, firmata e datata
1377, della Madonna delle Grazie di gusto gotico di derivazione senese
e bizantina; l'adorazione del bambino con la Madonna e i santi Giuseppe,
Nicola da Tolentino, Agostino, Girolamo, opera di Macrino d'Alba (1508),
è nella terza cappella di sinistra.
Nel presbiterio è collocata una tavola con la Scuola del Macrino.
Nel Coro, l'icona di Giovanni Antonio Molineri (1575-1642), raffigurante
il battesimo di Gesù, nella terza cappella a destra si trova
la tela della Madonna del Carmine, opera di Guglielmo Caccia, detto
il Moncalvo (1568-1625).
Ancora nel presbiterio, di notevole valore artistico, un sedile in noce
del 1429 con scene sacre.
- Chiesa
di S. Maria Maddalena
In stile barocco, fu costruita all'inizio del '700 su progetto di Bernardo
Antonio Vittone (1705-1770).
La facciata in cotto presenta linee ondulate mentre l'interno, a pianta
ellittica, è ricco di marmi policromi e conserva l'urna con il
corpo della Beata Margherita di Savoia-Acaia, marchesa di Monferrato,
vissuta sino al 1464 nell'attiguo monastero da lei fondato.
Numerosi
gli edifici civili che risalgono all'epoca medievale: le caseforti
di piazza Elvio Pertinace, casa Sacco e casa Toppino in via Cavour,
casa Do in via V. Emanuele.
Interessanti il Seminario Maggiore (circa 1568), il palazzo vescovile
(1644), il Teatro Sociale (in fase di restauro) opera di Giorgio Busca
(1855), il Liceo Ginnasio Govone.
Altre chiese di particolare interesse sono la Barocca chiesa dei SS.
Cosma e Damiano, riedificata nel 1760 da Carlo Emanuele Rangone di
Montelupo, quella di San Giuseppe del XVII secolo e il tempio di San
Paolo, progetto di Giuseppe e Bartolomeo Gallo, costruito a partire
dal 1925 e ultimato nel 1964.
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