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LA
NOCCIOLA DELLE LANGHE
Dei
quasi settemila ettari coltivati a nocciola in provincia di
Cuneo, più di un terzo si trova nelle Langhe. La massima
densità di coltivazione è nella zona di Cortemilia,
mentre la produzione complessiva è di quasi 80.000
quintali l'anno.
La
varietà di riferimento è la "Tonda gentile"
delle Langhe, apprezzata per la delicatezza del suo sapore
e anche per la facilità della calibratura, l'eccellente
pelabilità, la buona resa allo sgusciato e la spiccata
attitudine ad essere conservata.
Già
a partire dal secolo scorso i pasticceri torinesi valorizzarono
le qualità di questa particolare specie di nocciola,
primo fra tutti Michele Prochet che la inserì come
ingrediente insostituibile del cioccolato gianduja.
Il
dolce tipico delle Langhe è proprio la torta di nocciole,
una focaccia morbida o compatta a seconda delle diverse ricette
che ogni paese rigorosamente tramanda. Anche la gastronomia
tradizionale utilizza la nocciola come ingrediente per salse
e sughi salati o come contorno di piatti importanti quali
gli arrosti, i formaggi freschi e stagionati delle Langhe
e i dessert a base di frutta secca e miele.
Il
nocciolo è entrato a tal punto a far parte della cultura
locale da essere avvolto da un'aura di magia: i contadini
ritenevano che il suo cespuglio fosse abitato da fate e folletti,
mentre, per attività più pratiche, proprio una
verga di nocciolo è lo strumento dei rabdomanti.
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