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Cuneo

Cuneo nacque alla fine del XII secolo, precisamente nel 1198 come luogo di rifugio popolare, dalle vessazioni che i feudatari dei territori circostanti infliggevano ai propri sudditi.
Viene retto il nuovo Comune da tre consoli due nobili mentre il terzo popolano: Pipino da Vignolo, Berardo di Valgrana e Pietro Rogna di Quaranta.

 

La storia della città di Cuneo è molto travagliata e vede lotte di regime tra le varie grandi casate, che in quel periodo, per motivi politici, si contendevano quei territori.
Nel 1230, Cuneo fu sotto il dominio di Milano, successivamente degli Angiò, dei Saluzzo, dei Visconti, fino a quando, di propria scelta la città, nel 1382 legò le sue sorti a quelle di Casa Savoia.

Gli anni successivi vedono Cuneo presa di mira prima dagli svizzeri e poi dai francesi.

Nel 1515, Cuneo viene presa d’assalto da circa seimila uomini, la maggior parte svizzeri al comando dei bernesi Giovanni Rodolfo de’ Gaspar e Giovanni Cender. Nonostante numerose perdite e gravi danni alle mura della città, il nemico non riesce ad entrarvi e provvidenziale è l'aiuto dei Francesi che, dal passo dell’Argentera, arrivano e metton in fuga gli Svizzeri; qualche giorno dopo Cuneo accoglie con gioia il re di Francia Francesco I.

Nel 1542, cambiano i nemici: ora sono i Francesi ad assediare Cuneo. Viene intimata la resa ai cuneesi ma i Sindaci fanno pervenire il messaggio al nemico: "amar meglio i cuneesi morire tutti che arrendersi". Cavallerescamente, i francesi invitano le donne della città ad uscire dalle mura per portarsi in salvo, ma queste rispondono in modo negativo.
I francesi attaccano più volte la città e ogni volta vengono ricacciati, finché l’esercito francese ormai esamine per i ripetuti e vani assalti, alza le tende e si ritira nei dintorni di Busca.

Il 2 maggio del 1557, nuovamente i francesi al comando del generale Brissac, si portano sotto le mura di Cuneo. La forza schierata è imponente: quindicimila fanti, millecinquecento cavalli, quattromila guastatori, venti cannoni e due colubrine. In Cuneo i soldati sono solo cinquecento per lo più piemontesi; come già avvenne nel precedente assedio, il Brissac invita donne e bambini ad uscire dalle mura e donne anche in questo caso gli rispondono che "star più liete e sicure dentro che fuori e voler esse attendere alla difesa del Rivazzo loro commesso". Dopo quarantotto giorni, i francesi ogni volta respinti, iniziano la ritirata e, racconta un cronista contemporaneo ai fatti che "si videro i nemici molto tristi e dove prima non cessavano di dire ingiurie allora chiamavano gli assediati signori e cavalieri"

Altri assedi subì Cuneo sempre dai francesi: nel 1639, 1641 (l’unico assedio in cui la città fu espugnata), nel 1691 e 1744, in tutti è fondamentale l’opera svolta dalle donne che, accanto ai loro uomini combatterono con tenacia e valore per la libertà.

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