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Personaggi Cultura
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Macrino |
Cesare
Pavese |
Beppe
Fenoglio |
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Macrino d'Alba, al secolo Gian Giacomo Fava, vissuto a cavallo
tra il quindicesimo ed il sedicesimo secolo. Nelle
sue opere è evidente l'influsso della scuola lombarda,
soprattutto del Pinturicchio e del grande Luca Signorelli
(di cui forse fu discepolo). Operò soprattutto nella
città di Alba, ma suoi dipinti si possono ammirare
anche a Torino, Roma, Asti e soprattutto nel Polittico della
Certosa di Pavia. Le sue preziose tele le troverete presso
- la Chiesa di San Giovanni in Alba
- la Chiesa Parrocchiale di Neviglie
- la Chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria d'Alba
- il Palazzo Comunale di Alba
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Nasce
il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, nella cascina paterna
in località San Sebastiano. La madre Consolina proviene
da una famiglia di ricchi commercianti di Casale Monferrato,
il padre Eugenio è cancelliere al tribunale di Torino.
Nel 1916 -il padre era morto due anni prima- la madre vende
la cascina di San Sebastiano e compra una villa a Reaglie,
vicino a Torino.La sua vita si svolgerà tra Torino,
Roma, la parentesi del confino a Brancaleone Calabro e un
periodo a Serralunga di Crea, presso la sorella Maria. Tornerà
spesso a S. Stefano Belbo, specialmente negli ultimi anni,
quasi a voler chiudere un ciclo con un ritorno alle origini.
Morirà suicida il 27 agosto 1950 a Torino.
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Nato
ad Alba nel 1922, s'iscrive a Lettere a Torino ma non finirà
gli studi. Diventa ufficiale, viene trasferito a Roma ma nel
'43 torna ad Alba e si arruola tra i partigiani. Finita la
guerra, mantiene l'attività di procuratore presso un'azienda
vinicola, ma la sua vera vocazione è la scrittura.
Nel 1952 pubblica da Einaudi "i ventitrè giorni
della città di Alba", nel '54 "La malora".
Muore nel '63 per tumore ai polmoni. Tra i tanti lavori usciti
postumi, "Il partigiano Johnny" e "La paga
del sabato".
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| Camillo
Cavour |
Giovanni
Arpino
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Luigi
Einaudi |
Forse
il torinese più famoso: nato nel 1810 sotto la Mole
(che ancora non c'era, vedrà la luce poco dopo la scomparsa
del Conte) è uno dei massimi artefici dell'unità
nazionale e primo ministro di Vittorio Emanuele II. Lo chiamavano
"Il tessitore" per le macchiavelliche doti politiche.
Nel 1855 porta il Piemonte al fianco della Francia in Inghilterra
nella guerra di Crimea, nel 1858 realizza l'intesa con Napoleone
per combattere l'Austria. In missione a Londra, è stimato
dalla regina Vittoria ma non riusce a vedere l'Unità
per cui tanto ha lavorato: morì il 6 giugno 1861.
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Il
più intrigante, affascinante, magico degli autori torinesi:
Giovanni Arpino. Nato a Lubiana si trasferisce prima a Bra
e poi nel capoluogo. Suoi i capolavori "La suora giovane",
"Domingo il favoloso", “La trappola amorosa”. Giornalista
per “La Stampa” e per “Il Giornale”. Muore a Torino nel 1987.
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Nato
a Carrù, nel cuneese nel 1874, Luigi Einadi è
uno dei grandi protagonisti della storia a cavallo tra i due
secoli: economista, statista - è il primo presidente
della Repubblica nel 1948 - economista e anche professore,
proprio a Torino (già alla giovine età di 21
anni, al Politecnico). Insignito dei della honoris causa a
Oxford, amò la propria terra e la raggiunse quanto
più possibile, in occasione di manifestazioni come
il Salone dell'Automobile. Muore a Roma nel 1961. Padre di
Giulio Einaudi.
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| Michele
Coppino |
Pinot
Gallizio |
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| Nacque
ad Alba (Cuneo) il 1° aprile 1822. Coppino compì
i primi studi nel seminario di Alba, ottenendo un posto gratuito
nel Collegio delle Province a Torino, che gli consentì
di conseguire a ventidue anni la laurea in Belle Lettere.
Iniziò
subito (1844-1845) l'insegnamento della Retorica a Demonte
(Cuneo) e lo proseguì dal 1845 al 1847 a Pallanza
e nel 1848 a Novara. Nel 1850 Coppino fu nominato dottore
collegiato presso la facoltà di Lettere di Torino,
Collegio di Porta Nuova.
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Uomo
dalla personalità complessa e contraddittoria, Pinot
Gallizio (1902-1964) rappresenta - complice la dura e pura
origine albese - l'artista capace di passioni rapide e violente.
Partito da studi di farmacia ed erboristeria, si interessa
di antropologia, di etnografia, di archeologia. Il 29 settembre
1955 il danese Asger Jom, Piero Simondo e Pinot Gallizio fondano
ad Alba il Laboratorio Sperimentale del Movimento Internazionale
per una Bauhaus Immaginista, "officina" e luogo
d'incontro, abitazione comune e centro propulsore di provocazioni
culturali e politiche. La pittura industriale (rotoli dipinti
in estrema libertà, con colore "sparato"
sulla tela , "frustato", esposto all'azione di pioggia,
sole e vento), la "Caverna dell'Antimateria" (ambiente
pittorico visivo, olfattivo e musicale), la "pittura
in collisione" (copertura totale di quadri altrui), i
cicli "La Gibigianna", la "Storia di Ipotenusa",
"Le notti di cristallo", i quadri-scultura rigorosamente
neri, diventano le tappe di un percorso logico ma ogni volta
spiazzante che ha trasformato Gallizio in un artista di portata
mondiale. |
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