Ego
Bianchi
Ego
Bianchi nacque a Castel Boglione d’Asti il 18 gennaio
1914 ed effettuò i primi studi presso
un collegio di Acqui.
A diciotto anni entrò all’Accademia
Albertina di Belle Arti di Torino con i maestri
Giacomo Grosso e Cesare Maggi. »»»
La
Famiglia Piatti
Conosciamo meglio la Famiglia Piatti
alla quale il Comune di Cuneo ha dedicato la più bella
scalinata del capoluogo della Granda »»»
Ma chi era, Publio Elvio
Pertinace?
Il 31 dicembre 192 l’imperatore romano
Commodo cade vittima di una congiura di Palazzo e viene
assassinato durante la notte. Il 1 gennaio 193 i senatori
proclamano Pertinace legittimo imperatore conferendogli
i titoli di Cesare, Augusto, Pontefice Massimo e Padre
della Patria. »»»
Giulia
nasce il 26 giugno 1786 nel castello avito di Maulévrier
in Vandea, da una famiglia di antica aristocrazia.
La madre è la contessa Anne-Marie de Quengo de Crenolle,
ed è parente del re Luigi XVI, il padre è
il marchese Edouard Colbert de Maulevrier, niente meno che
discendente del celebre ministro del re Sole. Purtroppo
il destino subito la mette alla prova, privandola a soli
quattro anni della madre, che muore il 14 luglio 1789...
. >>>
Nato ad Alba nel 1922, s'iscrive a
Lettere a Torino ma non finirà gli studi. Diventa
ufficiale, viene trasferito a Roma ma nel '43 torna ad Alba
e si arruola tra i partigiani. Finita la guerra, mantiene
l'attività di procuratore presso un'azienda vinicola,
ma la sua vera vocazione è la scrittura. Nel 1952
pubblica da Einaudi "i ventitrè giorni della
città di Alba", nel '54 "La malora".
Muore nel '63 per tumore ai polmoni. Tra i tanti lavori
usciti postumi, "Il partigiano Johnny" e "La
paga del sabato".
.
Silvio
Pellico nasce a Saluzzo il 25 giugno 1789, secondo di nove
fratelli.
Il padre Onorato era commerciante, e animato da pura passione
dilettantesca, si dedicava a comporre brani poetici e faceva
parte di alcune accademie letterarie. La madre, Margherita
Tournier, originaria della Savoia, era donna molto pia dotata
di un profondo sentimento religioso e naturalmente dedita
alla cura della numerosa famiglia.
Famiglia modesta, che però cercò, nonostante
le numerose difficoltà di natura soprattutto economica,
di crescere i figli in un clima sereno ricco di affetti.
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“Sono
nata alla Spezia, mi sono sposata alla Spezia e voglio essere
sepolta alla Spezia, mia ingrata, ingiusta amata città.”
Questo
avrebbe desiderato la contessa di Castiglione.
Purtroppo così non avvenne. La contessa amò
la città di La Spezia dove visse, tanto da considerarla
sua città natale, ma non fu sepolta di fronte al
Golfo dei Poeti che lei romanticamente aveva ribattezzato
“Golfo di Ariel”.
Diodata Saluzzo Roero di Revello si trova a vivere in un intenso
periodo di transizione culturale, a cavallo fra due secoli,
il ‘700 e l’800, caratterizzati da grandi avvenimenti
e da grandi eventi di pensiero, per molti aspetti in netta
antitesi tra di loro, che condizionarono non poco la produzione
letteraria e la stessa cultura.
Nato
a Carrù, nel cuneese nel 1874, Luigi Einadi è
uno dei grandi protagonisti della storia a cavallo tra i due
secoli: economista, statista - è il primo presidente
della Repubblica nel 1948 - economista e anche professore,
proprio a Torino (già alla giovine età di 21
anni, al Politecnico). Insignito dei della honoris causa a
Oxford, amò la propria terra e la raggiunse quanto
più possibile, in occasione di manifestazioni come
il Salone dell'Automobile. Muore a Roma nel 1961. Padre
di
Giulio Einaudi.
Il
più intrigante, affascinante, magico degli autori
torinesi: Giovanni Arpino. Nato a Lubiana si trasferisce
prima a Bra e poi nel capoluogo. Suoi i capolavori "La
suora giovane", "Domingo il favoloso", “La
trappola amorosa”. Giornalista per “La Stampa” e per “Il
Giornale”. Muore a Torino nel 1987.
Uomo
dalla personalità complessa e contraddittoria, Pinot
Gallizio (1902-1964) rappresenta - complice la dura e pura
origine albese - l'artista capace di passioni rapide e violente.
Partito da studi di farmacia ed erboristeria, si interessa
di antropologia, di etnografia, di archeologia. Il 29 settembre
1955 il danese Asger Jom, Piero Simondo e Pinot Gallizio fondano
ad Alba il Laboratorio Sperimentale del Movimento Internazionale
per una Bauhaus Immaginista, "officina" e luogo
d'incontro, abitazione comune e centro propulsore di provocazioni
culturali e politiche. La pittura industriale (rotoli dipinti
in estrema libertà, con colore "sparato"
sulla tela , "frustato", esposto all'azione di pioggia,
sole e vento), la "Caverna dell'Antimateria" (ambiente
pittorico visivo, olfattivo e musicale), la "pittura
in collisione" (copertura totale di quadri altrui), i
cicli "La Gibigianna", la "Storia di Ipotenusa",
"Le notti di cristallo", i quadri-scultura rigorosamente
neri, diventano le tappe di un percorso logico ma ogni volta
spiazzante che ha trasformato Gallizio in un artista di portata
mondiale. leggi lo speciale dedicato a Pinot Gallizio >>>
Macrino
d'Alba, al secolo Gian Giacomo Fava, vissuto a cavallo tra
il quindicesimo ed il sedicesimo secolo. Nelle sue opere è
evidente l'influsso della scuola lombarda, soprattutto del
Pinturicchio e del grande Luca Signorelli (di cui forse fu
discepolo). Operò soprattutto nella città di
Alba, ma suoi dipinti si possono ammirare anche a Torino,
Roma, Asti e soprattutto nel Polittico della Certosa di Pavia.
Le sue preziose tele le troverete presso
- la Chiesa di San Giovanni in Alba
- la Chiesa Parrocchiale di Neviglie
- la Chiesa Parrocchiale di Santa Vittoria d'Alba
- il Palazzo Comunale di Alba
Nacque
ad Alba (Cuneo) il 1° aprile 1822. Coppino compì
i primi studi nel seminario di Alba, ottenendo un posto
gratuito nel Collegio delle Province a Torino, che gli consentì
di conseguire a ventidue anni la laurea in Belle Lettere.
Iniziò
subito (1844-1845) l'insegnamento della Retorica a Demonte
(Cuneo) e lo proseguì dal 1845 al 1847 a Pallanza
e nel 1848 a Novara. Nel 1850 Coppino fu nominato dottore
collegiato presso la facoltà di Lettere di Torino,
Collegio di Porta Nuova. >>>
Nasce
il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, nella cascina paterna
in località San Sebastiano. La madre Consolina proviene
da una famiglia di ricchi commercianti di Casale Monferrato,
il padre Eugenio è cancelliere al tribunale di Torino.
Nel 1916 -il padre era morto due anni prima- la madre vende
la cascina di San Sebastiano e compra una villa a Reaglie,
vicino a Torino.La sua vita si svolgerà tra Torino,
Roma, la parentesi del confino a Brancaleone Calabro e un
periodo a Serralunga di Crea, presso la sorella Maria. Tornerà
spesso a S. Stefano Belbo, specialmente negli ultimi anni,
quasi a voler chiudere un ciclo con un ritorno alle origini.
Morirà suicida il 27 agosto 1950 a Torino.
Forse
il torinese più famoso: nato nel 1810 sotto la Mole
(che ancora non c'era, vedrà la luce poco dopo la scomparsa
del Conte) è uno dei massimi artefici dell'unità
nazionale e primo ministro di Vittorio Emanuele II. Lo chiamavano
"Il tessitore" per le macchiavelliche doti politiche.
Nel 1855 porta il Piemonte al fianco della Francia e Inghilterra
nella guerra di Crimea, nel 1858 realizza l'intesa con Napoleone
per combattere l'Austria. In missione a Londra, è stimato
dalla regina Vittoria ma non riusce a vedere l'Unità
per cui tanto ha lavorato: morì il 6 giugno 1861.