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Guglielmo Ventura, cronista medioevale della repubblica di Asti,
racconta:"Dopo queste cose"(L'occupazione di Alba,
la distruzione di Cervere, il saccheggio di Savigliano, la conquista
di Revello e Saluzzo)"gli Astesi tornarono ad Alba;
presso S.Frontiniano devastano le vigne e gli alberi degli Albesi
e presso le porte della città dagli Astesi fu corso il Palio,
come usa fare Asti nella festa di S.Secondo, e questo avvenne nella
festa di S.Lorenzo" (il Santo Patrono di Alba)
"Era l'anno del Signore 1275".
La leggenda vuole che gli Albesi, punti sul vivo, per dimostrare
che le campagne forse erano vinte, ma non certo la città,
replicassero all'interno della cinta muraria con un Palio corso
da...asini.
Da questi avvenimenti nacque, nel 1932, il Palio degli Asini, come
risposta polemica al rifiuto di Asti a lasciare correre gli Albesi
nel suo Palio.
Corso nel 1932, nel 1933 e nel 1934, riproposto negli anni 1945
- 47 e 1948, cadde in oblio sino al 1967, quando ritornò
come Giostra delle Cento Torri - Palio degli Asini con l'intento
di dar vita a una grandiosa rievocazione storica, in costume, del
comune medioevale.
Nel giorno del Palio, al rintocco della campana maggiore della
Cattedrale, i borghi della città si radunano per la sfilata
storica, che rievoca i momenti più significativi della
vita del comune medioevale.
Il corteo, formato da oltre 500 figuranti, è preceduto
dagli sbandieratori
della Giostra che, con il rullare dei tamburi, ricreano l'atmosfera
di quel tempo.
Appresso sfila il Podestà con il suo seguito, poi è
la volta dei borghi.
Al campo del Palio irrompono sulla scena gli asini, perché
ad Alba
l'ironia ha saputo trasformare in spiritosa farsa la drammaticità
di un'epoca lontana.
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