LA
DIATTO fu una fabbrica di Automobili Italiana, esattamente di Torino che operò tra
gli anni 1905 e il 1955.
La Diatto era una fabbrica di produzione di carrozze per cavalli e all'inizio
del secolo i Fratelli Diatto
decisero di dedicarsi alla produzione più promettente delle automobili. Per limitare però i
rischi decisero di appoggiarsi ad una casa Francese che avesse già qualche esperienza nel settore
delle autovetture. Così la Diatto avvio la produzione di vetture su licenza Clement. La produzione
dei primi anni aveva in programma la costruzione di 250 unità annue suddivise tra i modelli
10/12 HP e 20/25 HP a cui nel 1908 si aggiunse il modello 6 cilindri di 4086 cm3 24 HP.
Nel 1909 la Diatto si scisse dalla Francese Clement e con una nuova ragione sociale progettò il
suo primo motore, un monoblocco a 4 cilindri. Tra il 1914 ed il 1915 la produzione si concentrò sul
modello "Tipo Unico" con motore 4 cilindri prima da 2212 cm3 e successivamente da 2413
cm3. Nel dopo Guerra si ebbero ben 2 cambiamenti di ragione sociale e lo spostamento della sede legale
da
Torino a Roma. Nel 1919 venne presentata la TIPO 30, riproduzione su licenza Bugatti della Tipo 23.
Nello stesso periodo viene allestito il TIPO 10 che era un prematuro tentativo di presentare al pubblico
una
vettura utilitaria.
Nel '22 al Salone di Milano venne presentata la TIPO 20 e la TIPO 20 S (variante sportiva). Queste
vetture montavano un motore 4 cilindri di 1996 cm3 con valvole e albero a camme in testa; la versione
normale
aveva 40 cv, la versione sportiva ne aveva 75. Inoltre la versione sportiva montava un cambio meccanico
a 4 marce, freni a tamburo, sospensioni ed assali rigidi con molle a balestra semiellittiche. Poteva
raggiungere la velocità di 120 km/h.
Nonostante il successo di tali vetture la Società non godeva di ottima salute economica tanto
che si rischiò addirittura la chiusura . Fu invece rilevata agli inizi degli anni '30 dalla Carlino
Sassi che cercò di limitare i danni producendo unicamente parti di ricambio per i veicoli
Diatto, oltre a motocompressori, gruppi elettrogeni e perforatrici pneumatiche.
Solo nel '45 si ebbe un timido tentativo di tornare alla produzione di vetture, che però rimasero
solo in fase di prototipo. La Diatto cesso di esistere nel 1955 quando venne incorporata nella Veglio
SPA.
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